Il primo Parco d'Italia

La missione

90 anni di Gran Paradiso

Istituito nel 1922 sull’antica riserva reale di caccia dei Savoia, il Gran Paradiso è il primo Parco Nazionale d’Italia in ordine di tempo. Nato per tutelare lo stambecco dall’estinzione, ospita su una superficie pari a 5 volte quella della città di Torino oltre 167 specie di fauna vertebrata e 968 di flora, 59 ghiacciai e più di 180 laghi alpini.

1922 l’anno di fondazione 71.000 ettari protetti, oltre 5 volte la superficie della città di Torino 4.061 metri di quota per il Gran Paradiso, l’unica cima oltre i quattromila metri interamente in territorio italiano
167 specie di fauna vertebrata presenti, 16 specie sottoposte a monitoraggi, una specie simbolo: lo stambecco 968 specie di flora, di cui 33 nuove specie trovate tra il 2008 e il 2012 59 ghiacciai, tutti monitorati e 183 laghi, di cui 5 artificiali
Oltre 8.000 residenti nei 13 Comuni del Parco. Meno di 300 persone vivono dentro il perimetro del Parco 1 milione 800 mila visitatori ogni anno e 800 mila pernottamenti: l’accesso al Parco è libero 553 km di sentieri accessibili ai visitatori, il 65% degli 850 km esistenti derivanti dalla rete delle antiche strade reali di caccia
9 centri visita frequentati da 45.000 visitatori e da oltre 6.000 ragazzi coinvolti in progetti di educazione ambientale 60 anni di studi, ricerche e pubblicazioni scientifiche per conoscere e conservare il patrimonio naturale del Parco Uno staff di 86 persone al servizio del territorio e dei visitatori, di cui 58 Guarda Parco, dipendenti del Parco

Il Parco è interamente riconosciuto come ambito di particolare valore naturalistico a livello europeo tanto da essere interamente sito di importanza comunitaria (SIC) e zona di protezione speciale (ZPS).

Tra i mammiferi monitorati e studiati dal personale del Parco, oltre allo stambecco merita ricordare il camoscio, il cervo, il capriolo e il lupo che dal 2013 si riproduce in Valle Soana.

Insieme all’aquila reale e al gipeto, i rapaci che sono osservati ogni anno sono l’astore e le civette capogrosso e nana; insieme a loro la coturnice, il fagiano di monte, il gracchio corallino, la nocciolaia e la pernice bianca abitano gli ambienti alpini dell’area protetta, istituita intorno all’unica cima che supera i 4000 metri in tutto il territorio italiano.