La Valle Orco tra sapori e sostenibilità ambientale di una Perla Alpina

La Valle Orco tra sapori e sostenibilità ambientale di una Perla Alpina

Il paesaggio della Valle Orco è quello tipico delle vallate glaciali dove è evidente l’azione modellatrice dei ghiacciai nel corso dei millenni, come  testimoniano la morfologia, l'aspetto delle bancate rocciose e la presenza di ghiacciai ad alta quota e di numerosi laghetti formatisi con acque di fusione. Proprio su questo tema è incentrata la mostra permanente presso il Centro Visitatori di Noasca. Il Piano del Nivolet dal punto di vista paesaggistico e naturalistico è uno dei più interessanti altopiani delle Alpi, sviluppandosi per oltre sei chilometri a 2500 metri di altezza. L'intera Valle è attraversata dal torrente Orco per ben 47 km, che riceve lungo il suo corso numerosi affluenti.  

La Valle Orco è un vero laboratorio è un luogo dove alle tradizioni e alla cultura della gente di montagna si uniscono l'escursionismo estivo ed invernale con le ciaspole, lo sci di fondo, l'arrampicata e le altre attività sportive eco-compatibili all'aria aperta, che si possono praticare solo “in punta di piedi”, cioè nel rispetto dei ritmi biologici della fauna e flora alpine.
Da Cuorgnè ci si dirige verso Pont Canavese e si prosegue verso Locana, centro abitato che da sempre considerato  la “capitale” della Valle Orco per la sua posizione al centro della valle e per la sua importanza commerciale (è uno dei comuni più vasti d’Italia con i suoi 13 mila ettari di superficie). Locana è anche “Città del Miele”, grazie alle condizioni ideali all'apicoltura stanziale e nomade che qui si trovano. Un produttore operatore che da anni “coltiva” questa preziosa pratica è senza alcun dubbio l’Apicoltura di Marco Pezzetti.
Per leccornie locali una tappa obbligatoria è la Gastronomia Laboroi mentre per quanto concerne la lavorazione del legno la Falegnameria Tarro Genta. Per dormire è consigliato il B&B Il Cantellino. Per chi desiderasse immergersi in una escursione, dal Lago del Teleccio, in 45-60 minuti, si raggiunge il Rifugio Pontese a 2200m, dietro cui si apre la piana delle Muande circondata da un magnifico anfiteatro naturale di montagne come il Becco Meridionale della Tribolazione, la Becca di Gay, la Testa di Money, il Gran San Pietro, la punta Ondezana, il Becco di Valsoera: tutte cime al di sopra dei 3300 m e meta dell'alpinismo internazionale.

Lasciando Locana si arriva a Noasca, famosa per il rapporto che ebbe con il Re Vittorio Emanuele II: nel 1856, infatti il Re dichiarò una parte del territorio noaschino Riserva Reale di Caccia, salvando in questo modo dall'estinzione lo stambecco. In località Frera, graziosa frazione adagiata a destra del torrente Orco, la tappa gastronomica consigliata è l’Osteria dei Viaggiatori che offre carne alla losa, gnocchi alle rose e formaggi tipici. Per dormire invece il posto ideale è l’Affittacamere Il Maiolandro, dove potrete trovare sauna con cromoterapia, mini piscina idromassaggio con cromoterapia e la grotta del sale Himalayano.
Un alpeggio da visitare per l’acquisto di gustosi formaggi è invece l’Azienda Agricola La Gora presso il caseificio situato nello splendido scenario dell'Alpe Gran Prà, situato a 2045 metri, sotto la casa reale del Gran Piano nel comune di Noasca, nel vallone di Ciamuseretto. In questa zona l'Apicoltura Canavesana produce, a Noasca, miele di flora alpina, mentre a Ceresole Reale miele di rododendro.

Passando oltre Noasca si arriva a Ceresole Reale, dove impera il Lago artificiale dovuto alle dighe costruite per generare energia elettrica. Ceresole si fregia dell’aggettivo “Reale”, concesso in virtù della cessione di antichi privilegi di caccia al Re Vittorio Emanuele II. E’ stata la perla del turismo ottocentesco che ispirò al Carducci i versi della famosa “Ode al Piemonte”  ed ha ospitato la  Regina Margherita che a Ceresole villeggiava abitualmente. Da perla del 1800 è diventata nel XXI secolo Perla Alpina, per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale.
Qui sono diverse le offerte per un soggiorno all’insegna del contatto con la natura e la sostenibilità: l’Albergo Meublè Sport, l’Albergo Ristorante Lo Chalet del Lago, l’Hotel Gli Scoiattoli, l’Hotel Ristorante Blanchetti.  I Rifugi consigliati a Ceresole sono il Massimo Mila, il Guido Muzio e Le Fonti. In tutti i Rifugi si può mangiare nel segno della tradizione, così come anche negli Hotel Blanchetti,  Chalet del Lago e Scoiattoli. Nei pressi della diga del Serrù, troviamo invece il Ristorante La Baracca che offre piatti genuini del territorio.
Per chi volesse sono a disposizione anche due campeggi: il Campeggio Casa Bianca e il Camping Piccolo Paradiso. Indicate per merende e per l’acquisto di prodotti tipici consigliamo la Panetteria Lou Forn e l’Alimentari da Cristiana. Menzione particolare, infine, merita l’Atelier di scultura Marco Rolando, maestro dell’antica arte dell’intaglio del legno - oltre che maestro di sci - a pochi passi dal Lago.