Giovedì 5 settembre alle 21.10 andrà in onda la prima puntata del nuovo programma di Rete4 “Life - Uomo e Natura” ambientata nel Parco.

Nei dieci appuntamenti che compongono il programma, Vincenzo Venuto, autore e conduttore, presenterà documentari originali realizzati personalmente in alcune delle zone più suggestive d'Italia e altri provenienti da tutto il mondo con un unico fil rouge: il racconto del legame profondo che unisce l'uomo alla terra.

Durante la prima puntata, insieme al meglio della documentaristica internazionale, andranno in onda le immagini inedite girate tra Valsavarenche e Cogne a fine luglio, che spaziano da momenti di approfondimento su temi naturalistici legati alla ricerca scientifica nel Parco Nazionale Gran Paradiso, fino a momenti di azione in un territorio, come quello valdostano, che offre svariate opportunità di turismo attivo. La settimana di riprese è, infatti, iniziata a Valsavarenche su una parete di roccia in compagnia di Abele Blanc che dopo l’arrampicata ha accompagnato la troupe di Rete4 a praticare dry canyonig nelle ripide gole scavate dal torrente Savara.

In seguito ad una notte ospite al casotto di Levionaz, Valsavarenche, Vincenzo Venuto ha partecipato, con una squadra del Servizio di Sorveglianza del Parco Nazionale Gran Paradiso, alla cattura di uno stambecco sotto la guida esperta del Dott. Bruno Bassano (Responsabile del Servizio scientifico) e di Stefano Cerise (Ispettore del Servizio di sorveglianza). Immagini spettacolari sono state girate in elicottero sorvolando il massiccio del Gran Paradiso e raggiungendo la cima del Roc a 4026 s.l.m. La missione portata avanti dal biologo e la sua troupe, il cui fine ultimo si scoprirà solo guardando la puntata in onda giovedì, si è poi conclusa a Cogne, nella suggestiva cornice delle cascate di Lillaz.

La settimana di shooting, è stata organizzata da Fondation Grand Paradis con il supporto di: Assessorato al turismo, sport, commercio e trasporti, Parco Nazionale Gran Paradiso, Comune di Cogne e Comune di Valsavarenche.

 

Testo e foto tratti dal comunicato stampa di Fondation Grand Paradis