Nel corso della Campagna Glaciologica 2025, il team dedicato del Corpo di Sorveglianza del Parco Nazionale, in collaborazione con la Fondazione Glaciologica Italiana (ex Comitato Glaciologico Italiano), ha monitorato 56 dei 57 ghiacciai presenti nel territorio dell’area protetta.

Le attività hanno riguardato rilievi diretti delle variazioni frontali, documentazione fotografica e misurazioni dei bilanci di massa, che costituiscono un patrimonio di dati unico per continuità e valore scientifico.

La variazione frontale media dei ghiacciai per l’anno 2025 è risultata di –15 metri, un dato in linea con la media storica del periodo 1993–2024 (–14 m). Le condizioni invernali e primaverili favorevoli, con un buon accumulo nevoso, hanno in parte mitigato gli effetti delle ondate di calore estive, determinando una risposta differenziata dei vari corpi glaciali.

Tra i ghiacciai che hanno registrato gli arretramenti più significativi figurano Montandeynè (–61 m), Percia (–53 m) e Lavacciù (–45 m), tutti in Valsavarenche.

Il bilancio di massa del Ghiacciaio del Grand Etrèt, condotto dal Corpo di Sorveglianza del Parco, è stato di –752 mm w.e., con una perdita media di circa 86 centimetri di ghiaccio, migliore del 28% rispetto alla media 2000–2024.

Durante l’estate, i guardaparco hanno inoltre documentato un evento di instabilità glaciale nella zona del Colle dell’Aouille (Valle di Rhêmes), dove uno scivolamento di ghiaccio coperto da detriti ha interessato temporaneamente il sentiero per il Col Leynir.

Il monitoraggio costante dei ghiacciai del Parco condotto dal Corpo di Sorveglianza rappresenta un’attività fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’ambiente alpino e gli effetti del cambiamento climatico.

Foto di Raffaella Miravalle, Chiara Caminada, Stefano Drigo