Monitoraggio della biodiversità

Il recente autorevole rapporto dell’IPCC (il pannello intergovernamentale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite) intitolato “Cambiamenti Climatici 2007: Impatti, Adattamento e Vulnerabilità”, pubblicato nell’aprile 2007 non lascia spazio a dubbi: i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo hanno origine antropica e si prevede che avranno un forte impatto sulla biodiversità a livello mondiale. Si calcola che circa il 30% delle specie a livello globale avrà un aumentato rischio di estinzione a livello globale con un aumento medio della temperatura di 1-2°C mentre si avranno significative estinzioni in tutto il mondo se la temperatura media raggiungerà i 3-4°C. In Europa le aree alpine appaiono a particolare rischio: in alcune aree si prevede una perdita di specie fino al 60% entro il 2080, se non verranno ridotte significativamente le emissioni! Per rispondere a questa emergenza e dotarsi di uno strumento di misurazione delle variazioni della biodiversità nel tempo, il Parco Nazionale Gran Paradiso ha varato a partire dal 2005 un innovativo e ambizioso progetto di monitoraggio della biodiversità nel Parco oggetto, a partire dal 2006, di uno specifico finanziamento Interreg chiamato GestAlp. Il progetto consiste nel monitoraggio nel tempo (in previsione ogni 3-5 anni) di aree campione di 200 m di diametro posizionate lungo transetti altitudinali da 1200 fino a 2600 metri di altitudine, situati in tutte e 5 le valli del Parco. In queste aree campione vengono monitorate, con tecniche standardizzate, diversi gruppi sistematici di insetti terrestri, farfalle diurne e uccelli. Questi gruppi animali sono stati scelti perché riconosciuti, da studi recedenti, come dei buoni indicatori delle variazioni generali nella biodiversità. L’intenzione del Parco è di portare avanti questo programma nel lungo termine, per arrivare a ottenere, nel corso degli anni, a un vero e proprio strumento di misurazione dello stato di salute della biodiversità nel parco. Strumento irrinunciabile per comprendere le modificazioni in atto e quindi decidere sulle contromisure di conservazione attuabili. Torna indietro