Ecologia dei laghi alpini

- Anno inizio progetto: 2006

- Durata progetto: 2006-2013

- Estensione territoriale
Il progetto riguarda circa 20 laghi d’alta quota del PNGP appartenenti ai bacini dei torrenti Orco, Dora di Savarenche  e Ourtier. In particolare, le richerche si sono svolte presso i laghi dei piani di Nivolet e Rosset (i laghi Nivolet, Trebecchi, Rosset, Leità, Leynir), i laghi di Losere (presso Costa della Civetta), i laghi di Comba, il lago Gias de Beu, il lago Lillet, il lago della Losa, il lago Motta, i laghi del vallone d’Eugio (il lago Nero, il lago Losere e il lago Gelato), il lago Lasin, i laghi dell’alpe di Djouan (Djouan e Nero) e il lago Dres. Tutti i laghi studiati sono naturali (cioè non sono generati da sbarramenti artificiali) e sono situati al di sopra del limite della vegetazione arborea. 

- Introduzione
Dal 2006, presso il Parco Nazionale Gran Paradiso, è in corso uno studio sull’ecologia dei laghi alpini. La ricerca ha l’obiettivo di comprendere il funzionamento di questi ecosistemi e di promuovere e supportare dal punto di vista scientifico la conservazione degli habitat acquatici del Parco. L’intero progetto si basa su dati raccolti direttamente in natura in più di 20 laghi del Parco e si avvale del lavoro di numerosi ricercatori e studenti provenienti da diverse università Italiane e in particolare della collaborazione con l’Università di Pavia, l’ISAC CNR di Torino e l’ISE CNR di Pallanza.

Le caratteristiche del clima d’alta montagna fanno si che i laghi d’alta quota siano ambienti estremi, dove la fortissima variabilità stagionale costringe le dinamiche ecologiche entro i limiti temporali di un’estate brevissima e di un inverno severo. Nonostante i laghi alpini siano ambienti remoti, lontani dagli insediamenti umani e dalle fonti di degrado ecologico, una serie di rischi antropogenici minaccia il delicato equilibrio di questi ambienti. In ultima analisi, l’obiettivo delle ricerche sull’ecologia dei laghi alpini del Parco è capire come questi fattori di rischio interagiscano con i naturali processi ecologici nei laghi, indicare quali siano gli interventi necessari e possibili per attenuarne l’impatto e, in futuro, riuscire a realizzare azioni di conservazione efficaci per il ripristino della biodiversità.

Per raggiungere tali obiettivi il Parco Nazionale Gran Paradiso ha operato una serie di scelte strategiche che hanno permesso di maturare in modo graduale una politica di conservazione più inclusiva, che non vuole dimenticare gli aspetti meno spettacolari della conservazione della natura. La biodiversità del Parco infatti si esprime anche nell’esistenza di un numero indeterminato di organismi che conducono una vita discreta e spesso invisibile. Gli organismi e i microorganismi acquatici certamente fanno parte di questa categoria poco o per nulla conosciuta, ma lo studio delle loro reazioni a fattori di disturbo di varia natura, permette di tutelare il funzionamento ecologico di importanti habitat come i torrenti e i laghi del Parco.

Per questi motivi, nel 2006, il Parco ha promosso una collaborazione con l’Università di Pavia per lo studio dell’impatto ecologico del Salmerino di fontana nei laghi alpini del Parco. L’attivazione di una tesi di laurea specialistica e di diverse tesi di laurea triennale ha permesso di quantificare il degrado ecologico causato da questi pesci introdotti, originari del Nord America. A partire da questo nucleo iniziale di informazioni e di competenze, il Parco, in collaborazione con l’ISAC CNR di Torino, ha ampliato gli obiettivi della ricerca e, grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea legati al progetto EU FP7 ACQWA (www.acqwa.ch), ha potuto proseguire le ricerche e ottenere nuovi utili risultati.

I risultati ottenuti nel corso del progetto ACQWA hanno permesso di maturare alcune importanti scelte conservazionistiche che prevedono l’attuazione di diverse azioni concrete di conservazione per l’abbattimento sperimentale degli inquinanti prodotti da rifugi e alpeggi tramite l’utilizzo di impianti di fitodepurazione, l’eradicazione del Salmerino di fontana da alcuni laghi del Parco e il ripopolamento e miglioramento genetico delle popolazioni di Trota marmorata. La possibilità di attuare queste azioni attualmente dipende dall’accettazione del progetto nel programma LIFE dell’Unione Europea, un importante strumento di finanziamento della UE in ambito di conservazione della biodiversità.

Campionamenti presso il lago Leynir (2747 m slm)

Foto: Campionamenti presso il lago Leynir (2747 m slm)

- Progetti di ricerca:

Pubblicazioni

- Enti di ricerca e università coinvolte:
Centro Studi Fauna Alpina, Parco Nazionale Gran Paradiso
(Dr. Bruno Bassano e Dr. Achaz von Hardenberg)

Dipartimento Scienze della Terra e dell’Ambiente, Università degli Studi di Pavia,
(Prof. G. Bogliani, Rocco Tiberti)

Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima CNR, Torino
(Dr. A. Provenzale)

Istituto per lo Studio degli Ecosistemi CNR, Pallanza
(Dr. Rosario Mosello)

ZooPlantLab, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, Università degli Studi di Milano Bicocca.
(Prof. Maurizio Casiraghi)

 

Foto: Rocco Tiberti