Il trekking dello stambecco

Il video di presentazione del Trekking

Questo tracciato di quasi 40 km, che si snoda attraverso fitti boschi, praterie, pietraie, laghi e torbiere, permette all’escursionista di attraversare alcuni tra i più spettacolari paesaggi del Parco e di avvistare la tipica fauna alpina che abita l'area protetta. Sei giorni di cammino e cinque notti in alta quota sono l'ideale per percorrere questo affascinante itinerario, che risulta praticabile nella sua interezza solo nei mesi di luglio e di agosto.

L'itinerario giorno per giorno

GIORNO 1
Punto di partenza: Pravieux (Valsavarenche, AO) - 1840 m
Punto di arrivo: Rifugio Federico Chabod - 2710 m
Dislivello: + 870 metri
Lunghezza del percorso: 5,8 km
Tempo di percorrenza: 3 ore

Il primo tratto di salita attraversa un fitto bosco di larici e pini cembri, tra le cui fronde è possibile scorgere cince di diverse specie, scoiattoli rossi e udire il caratteristico canto delle nocciolaie. Superato il casotto Lavassey si percorrono ancora alcuni tornanti prima di affacciarsi su una magnifica prateria alpina. Il limite degli alberi è ormai superato e la vista sulle cime circostanti è davvero mozzafiato. La traccia che si snoda al fianco del torrente risale rapida fino al rifugio, visibile sulla sinistra solo all'ultimo.

Trekking dello Stambecco - Foto 1

GIORNO 2
Punto di partenza: Rifugio Federico Chabod - 2710 m
Punto di arrivo: Rifugio Tètras Lyre - 2000 m
Dislivello: - 710 metri (sul percorso sono presenti numerosi saliscendi)
Lunghezza del percorso: 10,6 km
Tempo di percorrenza: 5 ore

Dopo aver attraversato un ponticello si imbocca un sentiero estremamente panoramico, spesso frequentato da camosci e stambecchi durante le prime luci del giorno. Affrontata una serie di saliscendi piuttosto marcati si giunge in vista del Rifugio Vittorio Emanuele II. Una breve deviazione permette di raggiungere la struttura, che si specchia nelle acque limpide del lago di Moncorvé. Comincia qui la vera e propria discesa, che avviene su di un sentiero ben tracciato, prima tra balconate rocciose e pratoni in pendenza, poi attraverso un fitto bosco di larici. Arrivati sul fondo valle si incontra il rifugio dopo poche decine di metri.

Trekking dello Stambecco - Foto 2

GIORNO 3
Punto di partenza: Rifugio Tètras Lyre - 2000 m
Punto di arrivo: Rifugio Città di Chivasso - 2604 m
Dislivello: + 604 metri
Lunghezza del percorso: 9 km
Tempo di percorrenza: 4 ore

Un comodo sentiero pianeggiante conduce in pochi minuti all'Hotel Gran Paradiso. Da qui il sentiero si inerpica ad ampi tornanti fino a raggiungere una splendida cascata e la Croce de la Rolley. La vista mozzafiato che si può godere dalla croce è il preludio a qualcosa di ancora più spettacolare: sono sufficienti poche centinaia di metri, infatti, per giungere all'imbocco del piano del Nivolet, un'ampia valle dove scorre lento e sinuoso un torrente ricco di trote. La pendenza del pianoro è quasi impercettibile e la passeggiata prosegue senza strappi fino al Rifugio Savoia. Da qui una breve salita, in parte su strada asfaltata e in parte su sentiero, conduce alla meta della giornata.

Trekking dello Stambecco - Foto 3

GIORNO 4
Punto di partenza: Rifugio Città di Chivasso - 2604 m
Punto di arrivo: Rifugio Guido Muzio - 1667 m
Dislivello: - 937 metri
Lunghezza del percorso: 7 km
Tempo di percorrenza: 3 ore

Dal vicinissimo colle del Nivolet si comincia la discesa camminando sull'asfalto. Dopo qualche tornante si arriva nei pressi dei laghi Losere, dove si imbocca una vecchia mulattiera, utilizzata già nella seconda metà del 1800 dai Savoia, che in queste terre avevano istituito la loro riserva di caccia. Un tracciato che avanza pianeggiante permette di godere di un punto di vista privilegiato sul lago del Serrù, sul casotto del Bastalon e infine sul lago di Ceresole Reale. Trascurando il sentiero che proseguendo sulla sinistra conduce al Colle della Terra, si comincia la vera e propria discesa verso fondovalle. Attraverso pascoli, praterie e rari sfasciumi rocciosi si affronta una pendenza notevole, fino ad arrivare all'imbocco del sentiero Videsott, nella borgata di Chiapili Superiore: ripresa la strada carrozzabile si giunge in breve tempo al rifugio.

Trekking dello Stambecco - Foto 4

GIORNO 5
Punto di partenza: Rifugio Guido Muzio - 1667 m
Punto di arrivo: Rifugio Guglielmo Jervis - 2250 m
Dislivello: + 583 metri
Lunghezza del percorso: 6,5 km
Tempo di percorrenza: 2.30 ore

Percorse alcune decine di metri di strada asfaltata verso valle, si attraversa un ponticello a fianco del bar Lo Sciatore. Il sentiero si snoda prima sul pratone che in inverno diviene pista da sci, poi si inerpica nel bosco. Ai piedi dei tanti larici presenti si incontra un colorato tappeto di rododendri, mentre una serie di piccole costruzioni in pietra ormai abbandonate costellano tutto il percorso. Poco prima di arrivare alla meta ci si imbatte in notevoli rocce montonate, ricoperte qua e là da specializzati arbusti d'alta quota. Giunti in prossimità del rifugio, spettacolare vista sulle nevi perenni che ornano le Levanne e la Punta Basei.

Trekking dello Stambecco - Foto 5

GIORNO 6
Punto di partenza: Rifugio Guglielmo Jervis - 2250 m
Punto di arrivo: Villa, Borgata Mua (Ceresole Reale, TO) - 1583 m
Dislivello: - 667 metri
Lunghezza del percorso: 6,5 km
Tempo di percorrenza: 2.30 ore

Si percorre a ritroso il tracciato della giornata precedente fino al bivio che separa i segnavia 530 e 531. Imboccato il primo, tenendosi sulla destra, si scende attraverso un fitto bosco di conifere. Poco dopo ci si imbatte in un'interessante zona umida costellata di rigagnoli e torrentelli, che nel mese di luglio si colora di viola grazie alla fioritura di numerose orchidee selvatiche. Il sentiero termina presso la borgata Mua, con un ponticello che permette di attraversare il torrente Orco e ritornare sulla strada asfaltata.

Trekking dello Stambecco - Foto 6

Punti di appoggio prima e dopo il Trekking

La Pietra Felice, Introd (AO)
Volete arrivare riposati alla partenza per il Trekking? Raggiungete la Valle D'Aosta con un giorno d'anticipo e approfittate dell'ospitalità di Riccardo, proprietario di questa confortevole struttura ricettiva situata nel caratteristico borgo di Introd, proprio alle porte del Parco Nazionale Gran Paradiso. Vi aspettano un'accoglienza calorosa e interessanti suggerimenti su come godere al meglio delle bellezze naturali, culturali ed enogastronomiche della zona.

La Casa del Re, Ceresole Reale (TO)
Stanchi dopo i tanti giorni di cammino del Trekking? Prendetevi un giorno in più per ricaricare le batterie e approfittate dell'ospitalità di Barbara, proprietaria di questa affascinante struttura ricettiva situata nel cuore di Ceresole Reale. L'hotel, inaugurato nel 1888 e ristrutturato di recente, è stato a lungo teatro delle vacanze estive dell’alta aristocrazia piemontese e dei Savoia. Tra i clienti illustri vi fu anche Giosuè Carducci, che proprio da qui, osservando le montagne circostanti, compose l’ode “Piemonte”.

Trekking dello Stambecco - Foto 7

Il protagonista del Trekking, lo stambecco alpino

Simbolo indiscusso del Parco Nazionale Gran Paradiso, questo maestoso ungulato abita gli ambienti rocciosi e le praterie d'alta quota dell'arco alpino. Il maschio adulto si distingue per le lunghe corna ricurve, che possono arrivare a sfiorare il metro di lunghezza. La femmina, più piccola e leggera, è invece dotata di corna corte e sottili. Nel periodo estivo la dieta di questo mammifero è composta esclusivamente da erba fresca, mentre nelle altre stagioni viene integrata con germogli, licheni, arbusti e persino aghi di conifere.
All’inizio del XIX secolo si riteneva che lo stambecco, dopo secoli di caccia indiscriminata, fosse ormai estinto sull’intero territorio europeo. Tale convinzione fu però smentita dalla scoperta di un ispettore forestale valdostano: negli impervi e scoscesi valloni che discendono dal massiccio del Gran Paradiso sopravvivevano ancora circa cento esemplari. Con l’istituzione ufficiale del Parco, avvenuta nel 1922, lo stambecco fu finalmente dichiarato specie protetta.
A quasi un secolo di distanza, la popolazione di stambecchi ha subito e continua a subire consistenti variazioni all'interno del Parco Nazionale Gran Paradiso, verosimilmente attribuibili agli effetti del cambiamento climatico: la cifra record di quasi 5000 individui registrata tra gli anni Ottanta e Novanta si è oggi quasi dimezzata, arrivando a circa 2700 esemplari, secondo quanto riporta il censimento datato Settembre 2011.
Il Trekking qui presentato, che si prefigge di contribuire alla sensibilizzazione circa l’importanza della conservazione della biodiversità, trova nell'animale simbolo del Parco il suo protagonista e accende i riflettori su una specie unica e affascinante, nella speranza che questa possa continuare a essere salvaguardata e osservata dalle generazioni future.  

Trekking dello Stambecco - Foto 8

Cosa portare con sé durante il Trekking

Di seguito viene presentata una lista di strumenti e attrezzature da riporre nello zaino prima di partire. L'elenco si presta ad essere utilizzato come traccia da coloro che desiderano intraprendere il Trekking dello Stambecco, ma può e deve essere integrato con tutto ciò di cui il singolo escursionista ritiene di aver bisogno.
Abbigliamento consigliato

  • pantaloni componibili
  • magliette di cotone
  • calze da montagna estive
  • pile termico leggero
  • pile termico pesante
  • piumino
  • mantella
  • cappello da sole
  • guanti
  • fascia per il collo
  • scarpe da trekking a caviglia alta

Trekking dello Stambecco - Foto 9

Attrezzatura fotografica e da osservazione

  • corpo macchia reflex
  • teleobiettivo zoom
  • grandangolo zoom
  • binocolo

Trekking dello Stambecco - Foto 10

Varie ed eventuali

  • occhiali da sole
  • crema solare
  • spazzolino e dentifricio
  • kit di pronto soccorso
  • medicinali di uso comune
  • coltellino svizzero

Come è nato il progetto

Il Trekking dello Stambecco è stato ideato dal fotografo naturalista Luca Giordano nell'ambito della sua tesi di laurea magistrale intitolata "Creazione di valore per il territorio, un raffronto tra le strategie del Parco Nazionale Gran Paradiso e del Parco Naturale Alpi Marittime" (Corso di Laurea in Direzione d'Impresa, Marketing e Strategia presso la Scuola di Management ed Economia di Torino), con l'intento di contribuire alla valorizzazione del primo parco nazionale italiano. Il progetto è stato realizzato in stretta collaborazione con Bianca Maria Minetti, fotografa naturalista laureanda in Giurisprudenza presso l'Università di Bologna con una tesi riguardante i parchi e la tutela del patrimonio naturale, e Luca Melcarne, giovanissimo fotografo naturalista francese.

Trekking dello Stambecco - Foto 11

Gli sponsor del progetto

www.wildlifetravels.net      logo salewa           

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